La nostra Chiesa di San Salvatore in Mustolio "ospita" in questi giorni lo Stendardo della Confraternita di San Jacopo di Compostella. Partito da Assisi per mano dei Pellegrini, rimarrà a Lucca fino al 28 settembre 2013 poi ripartirà per la prossima tappa di un lungo viaggio che si concluderà a Santiago de Compostella.
Di seguito un po' di dettagli sullo stendardo e sul cammino dei Pellegrini
Lo Stendardo del pellegrinaggio di Confraternita da Assisi a Santiago de Compostella
Nel segno della conchiglia e del Tau
Lo stendardo è il simbolo di ogni pellegrinaggio di Confraternita. Al temine, giunti alla meta, si ripone a Perugia, nell’oratorio della Confraternita in via Francolina. Molti sono stati dipinti a mano da Elena D’Atti, sorella di Monica. Ritraggono il volto della Madonna con Gesù Bambino o dei Santi o di alcuni simboli che caratterizzano il luogo santo meta del pellegrinaggio.
Sono capolavori, dipinti con cura, tenerezza, precisione, pazienza, anche nelle rifiniture e nel confezionamento. Ogni stendardo mostra un tesoro. Un tesoro pieno di pensieri, di preghiere, di riflessioni, di suppliche che viene consegnato e affidato ai pellegrini perché, passo dopo passo, lo portino alla meta, anche per coloro che non possono camminare.
In un primo momento, soprattutto per chi è nuovo nei pellegrinaggi di Confraternita, lo stendardo può sembrare un segno fuori tempo, un po’ antiquato… un peso in più da portare oltre allo zaino. Poi, cammin facendo si impara e si comprende che non è così.
Camminare al suo fianco, guardarlo quando cammina avanti a te, aspettarlo se è dietro a te, ti accorgi piano piano che è una presenza viva. E’ un compagno con cui parlare, che invita a pensare e a riflettere. Ti protegge, ti indica la strada, ti conforta, ti dà coraggio.
E’ stato Bruno Bosia, il vessillifero per eccellenza, che ci ha insegnato a portarlo bene, con pazienza, ad appoggiarlo con cura quando ci si ferma, a non abbandonarlo lontano dal gruppo, perché è segno vivo del cammino che si sta facendo, è parte integrante dei pellegrini.
Lo stendardo che accompagna i pellegrini da Assisi a Santiago “Nel segno della conchiglia e del Tau” ci è stato “presentato” e “consegnato” da Don Paolo Giulietti la sera del 1 Agosto all’ospitale di Pieve di Campo. La mattina dopo, dalla Basilica di San Francesco è sceso a Santa Maria degli Angeli per il Perdono di Assisi ed ora è in cammino con noi.
Don Paolo ci ha spiegato che è un’opera a più mani, molto particolare soprattutto per la tecnica di realizzazione dei disegni. Infatti per colorare le vesti e i piedi di San Francesco e San Giacomo da un lato e il segno del Tau dall’altro, gli artisti hanno usato la candeggina, Sì, proprio la varecchina! Cioè hanno sbiancato o meglio scolorito la stoffa di velluto rosso scuro e nero, creando i disegni con le sfumature proprio come fossero colori. Altre mani hanno applicato due conchiglie realizzate con il pizzo al tombolo. Altre mani hanno ricamato con il filo rosso le croci e con quello dorato il raggio di luce sulle stimmate ricevute da San Francesco. Il raggio è ricamato in mezzo ai due Santi e li unisce tramutandosi in bordone nella mano di San Giacomo. Sul retro è disegnato il Tau. Altre mani hanno ricamato una linea rossa che inizia da un piccolo seme, e scorre come la vita, passando attraverso il Tau fino a terminare con una spiga di grano. Il seme e la spiga sono ricamati con filo dorato.
Tutti i simboli raffigurati nello stendardo suscitano riflessioni e pensieri. Lo Spirito Santo ce li suggerisce. Ci accompagnano nel cammino e ci confortano. La parabola del seminatore. Gesù dona la sua vita, muore in croce, il Padre lo risuscita, è la vita e il pane eucaristico per tutti gli uomini. San Giacomo apostolo, San Francesco d’Assisi, Santa Chiara, i nostri cari morti, le nostre famiglie, gli ammalati, i piccoli… Una preghiera, un’invocazione, un sospiro, un lamento, un saluto, un sorriso, una chiacchierata, un sorso d’acqua, una pausa, ancora un lamento. Anche con tanto caldo e sotto il sole cocente si percepisce una lieve brezza. Si vedono i colori dei fiori, si ascolta la vita che brulica fra gli alberi e nei prati, si ascolta il compagno che sopraggiunge e in sua compagnia cammini. La fatica e il dolore ai piedi non si sentono più. Si percepisce lo Spirito che sospinge avanti, che ridona il desiderio e il coraggio di continuare il cammino.
Maria Radaelli


