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La Misericordia di Lucca si apre alla città. È questo l’obiettivo ultimo di Cesare Rocchi, l’industriale dell’olio che dal settembre scorso è il nuovo Proposto dell’Arciconfraternita della Misericordia di Lucca.

Cesare Rocchi non ha bisogno di presentazioni. Uno dei più noti imprenditori lucchesi, da 60 anni è a capo del famoso oleificio di famiglia (che nel 2010, in occasione del centenario di Confindustria, ha ricevuto dall’Associazione I ndustriali di Lucca un riconoscimento come una delle aziende più longeve del territorio), e di una altrettanto nota Torrefazione di caffè. La sua vocazione per il sociale nasce molti anni fa quando, su suggerimento della moglie, decide di iscriversi alla confraternita della Misericordia.

Intenso il suo curriculum interno all’associazione: all’inizio, il suo apporto emergeva soprattutto nell’organizzazione di eventi culturali per varie raccolte fondi, e in seguito, come componente dell’ultimo Magistrato.

Un commento riguardo alla sua elezione a Proposto.

“Spero solo di poter ripagare la fiducia che gli elettori e i membri del Magistrato hanno riposto in me. Di sicuro, io cercherò, coadiuvato dal nuovo gruppo, formato da persone giovani che svolgono anche attività di volontariato, di soddisfare e risolvere i vari bisogni e problemi che ogni giorno si propongono e, prima di tutto, dare nuova linfa alla Misericordia di Lucca e alla sua immagine”

Com’era la Misericordia al momento del suo insediamento e quale sarà la sua strategia operativa?

“Non posso dire che la situazione della Misericordia di Lucca, al momento del mio insediamento, non fosse difficile. Purtroppo, gli errori del passato si sono ripetuti negli anni e oggi a farne le spese è proprio l’intera associazione.”

Allora, che fare?

Da sempre nel settore dell’industria, Cesare Rocchi oggi decide di trasportare il su o innato spirito imprenditoriale anche nella gestione della Confraternita: “Senza snaturare la sua vocazione legata al volontariato, ritengo che nel 2011 la Misericordia debba avere una struttura organizzativa simile a quella di un’azienda, nella quale tutti i suoi componenti collaborano attivamente per il bene dell’impresa. Per questo ho deciso che ad affiancarmi debba esserci un direttore, una figura operativa che gestisca tutta l’attività affinché l’associazione possa tranquillamente autogestirsi, risanando i bilanci e dando alla propria immagine un nuovo appeal con cui ripresentarsi alla città. A breve metteremo a frutto tutto l’immobile di via del Moro, dal quale, dopo un’impegnativa opera di restauro, ricaveremo 14 appartamenti, cui dare una destinazione sociale: una parte sarà data in affitto a giovani studenti, e un’altra parte, in usufrutto ad anziani che abbiano bisogno di assistenza.”

In che modo riuscite a mantenervi economicamente?

“Il supporto maggiore lo riceviamo dalle Fondazioni Bancarie cittadine grazie alle quali portiamo avanti progetti importanti come la recente ristrutturazione della chiesa. Il resto degli utili viene dalle libere donazioni dei nostri soci e da iniziative di solidarietà organizzate per raccogliere fondi, che ci permettono di coprire la maggior parte delle spese per la manutenzione di locali e mezzi.”

Lucca è spesso definita Capitale del Volontariato. Come giudica l’atteggiamento dei lucchesi rispetto a questa associazione?

“Anche se oggi le donazioni sono un po’ in calo rispetto al passato, bisogna dire che ogni qual volta è stato richiesto alla comunità di partecipare a qualsiasi raccolta fondi o iniziative simili, questa ha sempre collaborato in maniera eccezionale. Per ciò che concerne, invece la partecipazione ‘fisica’ alle operazioni di servizio giornaliero dell’associazione questa dovrebbe essere a mio avviso migliorata, cercando di recuperare sempre nuovi e motivati volontari. È proprio grazie al loro supporto, infatti, che la Misericordia può crescere ancora, rinnovando e ampliando il suo impegno per Lucca. Il nostro è un servzio insostituibile e fondamentale per la cittadinanza, dalla quale cerchiamo stimolo e nuove forze che si uniscano a noi, per stare vicino a chi ha bisogno. Per il bene della nostra città.”